“Esoscheletri” è il format teatrale ideato da Sasà Neri che mira a far scomparire sempre di più alcune funzioni e alcune caratteristiche del teatro.

  • Anzitutto diminuisce sino ad azzerarsi la distanza/differenza, fisica, psicologica e soprattutto relazionale, tra palcoscenico e platea.
  • Inoltre, tende a smaterializzarsi la stessa regia di Neri che, dopo aver comandato stati d’animo e azioni sceniche in diretta attraverso luci e suoni, nel primo saggio, ha gestito i successivi eventi e spettacoli tramite una sempre più rigorosa attività di preparazione tecnica e attoriale e limitandosi, al momento della rappresentazione, a svolgere il ruolo di osservatore privilegiato.
  • Infine, si ridimensionano anche gli ausilii tecnici come luci/audio scenografie, costumi, che vengono via via sostituiti rispettivamente da performance musicali dal vivo, oggetti d’uso quotidiano e dai costumi/maschera dei performers (variazioni di bianco e nero per abiti e makeup).

L’intero percorso artistico si basa su (e si realizza con) una costante, profonda e imprevedibile partecipazione/co-creazione realizzata dai singoli artisti coinvolti e dalla relazione che si instaura con gli spettatori/ospiti.

 

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